Know AU

Bologna, Bartleby ’09 – Che fare?

Know AU è il rovesciamento virtuoso del Know how.
Nel lessico manageriale questa espressione indica la capacità, individuale e collettiva, di rendere operativo un bagaglio di competenze teoriche. E’ un saper fare che fa dialogare immediatamente le conoscenze di un individuo con le sue abilità relazionali, emotive e linguistiche. Un sapere produttivo quindi, che viene quotidianamente tradotto nel linguaggio del capitale. In questo senso il know how è una delle principali fonti di ricchezza di cui le imprese si appropriano.

Know AU è un saper fare di segno opposto, in direzione ostinata e contraria. Un’ università autonoma che guarda alla produzione di conoscenza come pratica teorica, a partire da quell’intreccio che da sempre segna la relazione tra lotta politica e creazione di nuovi linguaggi. Un’ università metropolitana dove lo sforzo del pensare insieme sia connesso ai tentativi di leggere il presente, di provare a comprenderlo a partire da quelle tensioni che lo animano. Il pensiero come urgenza della trasformazione. “Il sapere non è fatto per comprendere, ma per prendere posizione” ci suggerisce Foucault, è un campo di battaglia e allo stesso tempo un campo di possibilità attraverso il quale tradurre una parzialità e continuare ad agirla.

Know AU: knowledge and autonomy, sapere e autonomia. L’autonomia come sguardo di parte, come produzione indipendente e al contempo come posta in palio da conquistare collettivamente. Un’ altro esperimento di autoformazione, in continuità con i tanti già attivi dentro l’ università, di condivisione e di costruzione del comune. Un laboratorio politico che abita un confine poroso e fluido: i flussi comunicativi infatti circolano continuamente tra le istituzioni accademiche e gli spazi pubblici metropolitani, esattamente le stesse coordinate sulle quali si muove la scommessa politica di Bartleby.

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