Seminario 2009/2010

Seminario di Autoformazione a Lettere: Letteratura, Potere, Peste e Bagarre

Dopo l’esperimento dell’anno scorso, anche quest’anno il Laboratorio di Autoformazione di Lettere propone un seminario che parte dal concetto di “eversione” e sviluppa un percorso cha analizza, in letteratura, tutti quei meccanismi che destabilizzano i rapporti di potere.Abbiamo pensato al carnevalesco, analizzato da Bachtin col suo saggio su Rabelais e la cultura popolare, come il momento in cui si invertono i ruoli e le regole si interrompono, coinvolgendo in prima persona le persone. Il carnevale nasce infatti come spettacolo da vivere e non da vedere ed è caratterizzato dalla degradazione di tutto ciò che è spirituale ed astratto: dai riti religiosi alle forme del discorso familiare, ogni cosa è abbassata, tenendo come presupposto l’intento affermativo di questa festa, che tende a distruggere solo per ricostruire un nuovo linguaggio e un nuovo immaginario secondo un ciclo in cui “il basso è sempre un inizio”.

Non si può non citare Dario Fo e il suo Mistero Buffo, recentemente riportato in scena da Paolo Rossi, e, in letteratura, Gianni Celati, dichiaratamente interessato al momento in cui “tutto crolla, i ruoli si confondono, e insomma si ha l’effetto di un impazzimento generale”, oppure il libro Q,  di Luther Blisset, e il carnevale di MUnster.

Ma il carnevale è anche un momento storico che la città di Bologna ha vissuto  e che Marco Belpoliti ha descritto nel suo libro Settanta. Un carnevale conclusosi con l’uccisione di Francesco Lorusso e le giornate di marzo che hanno visto i carri armati entrare in Piazza Verdi.

Come secondo meccanismo abbiamo individuato la peste, raccontata da Antonine Artaud, nel Teatro e il suo doppio. Nel suo saggio Artaud racconta l’espandersi della malattia e i suoi effetti sul corpo. Ma anche la rottura dei ruoli sociali e il loro rovesciamento come effetto positivo del morbo.
Questa visione è però in contrasto con l’idea di Michel Foucault negli Anormali, che vede la peste come momento in cui il controllo sociale si enfatizza e le libertà sono cancellate.

Quest’idea sembra molto vicina alla prima parte di Cecità, di Saramago, in cui gli ammalati vengono rinchiusi e lasciati a se stessi, fino a quando il morbo non si propaga causando la degradazione dei comportamenti e dei corpi. Di degradazione dei corpi parla anche Valerio Evangelisti, nel suo ciclo sul metallo, in cui l’abuso della scienza riduce gli esseri umani a meccanismi malati che non rispondono più alla volontà umana. Infine si è pensato di individuare quei personaggi che hanno rotto, da soli, l’equilibrio nel quale vivevano.

Basti pensare a Bartleby, lo scrivano, di Melville, e alla potenza della parola di un personaggio che si limita a dire “Avrei preferenza di no” divulgando in maniera endemica un modo di parlare che poco a poco viene assorbito dalle persone che lo circondano e mette i discussione l’ordine del discorso. Così anche il personaggio di Cincinnatus, il protagonista di Invito a una decapitazione, di Nabokov, colpevole di essere opaco in un mondo in cui tutti sono trasparenti e per questo imprigionato e condannato a una morte a cui si ribella con la forza della fantasia.

Ma i personaggi, i testi che possono entrare in questi discorsi che abbiamo cercato di tracciare sono senz’altro molti di più di quelli elencati ed è proprio così che intendiamo portare avanti il seminario, alla continua ricerca di nuovi stimoli, di nodi critici attorno ai quali sviluppare un discorso che non si rinchiuda nella letteratura, come troppo spesso succede tra gli specialisti, ma che ponga le basi per un modo di intendere il sapere che sia diverso da quello a cui siamo abituati.

Il seminario vale 6 crediti.

Programma:
- 14 aprile: presentazione
- 21 aprile: la peste e il controllo sociale
- 28 aprile: studio della peste (ospiti: Alberto Sebastiani e Giuliana Benvenuti)
- 5 maggio: la lingua del carnevalesco (ospite: Paolo Albani)
- 12 maggio: il carnevalesco, da Bachtin a Belpoliti (ospite: Marco Antonio Bazzocchi)
- 19 maggio: il solitario e il linguaggio (ospite: Federico Bertoni e Stefano Colangelo)
- 26 maggio: il solitario come esempio

I commenti sono chiusi.