Chi libera spazi e chi li sottrae alla città

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Leggiamo con il consueto imbarazzo le dichiarazioni dell’assessore al welfare (se ancora possiamo considerarlo tale) Amelia Frascaroli, in merito all’occupazione dell’ex convento Santa Marta.
Questa volta Frascaroli si supera, arrivando a dichiarare con con questo gesto Bartleby vuole “fare la guerra ad anziani e bambini”. Forse è allora necessario ricordare la recente storia di abbandono di quest’immobile, che da sabato è stato restituito alla città.

Dal marzo 2006 questa struttura è chiusa in attesa di lavori di ristrutturazione. Nonostante i grandi annunci delle amministrazioni che i sono succedute e del presidente dell’ASP Paolo Ceccardi, che parlò di uno stanziamento di 5 milioni di euro, di quei lavori ad oggi nemmeno l’ombra.

Prima un rallentamento, poi un contenzioso mai risolto tra Comune e la dittà ATI SPINOSA (vincitrice del bando di ristrutturazione), hanno continuamente posticipato l’inizio dei lavori.

Verrebbe da gridare allo scandalo, ma sarebbe poco. Perché lo stesso assessore Frascaroli ha svolto, prima di rivestire questa carica, il ruolo di vicepresidente dell’ASP.

Da una carica direttiva all’altra, è la stessa Frascaroli a “fare la guerra ad anziani e bambini”, dimostrando l’incapacità (o la mancanza di volontà) di sbloccare la situazione dello stabile di Santa Marta.
Pertanto la sua accusa nei confronti di Bartleby assomiglia di più a un modo per distogliere l’attenzione dei media dalla sua inadeguatezza a rivestire il suo ruolo che le è stato affidato.

A questo punto non stupiscono più le dichiarazioni di altri esponenti della giunta come Matteo Lepore. Se tanti sforzi fossero stati riservati in questi anni all’apertura degli spazi inutilizzati in questa città oggi ci troveremmo in una situazione ben diversa. La responsabilità dello stato di abbandono si spazi come l’ex convento Santa Marta è del Comune, noi ci assumiamo volentieri la responsabilità di averli liberati e messi a disposizione della cittadinanza. Lo stesso assessore Ronchi quando afferma che Bartleby ha scelto la via dell’antagonismo, ci sembra voler dimenticare che il dialogo avviato proprio con lui si è interrotto non certo per nostra volontà. E il muro eretto sulla porta di via San Petronio Vecchio, con le conseguenti violenze della polizia sugli studenti mostrano senza alcun dubbio da che parte si utilizza la forza e si chiude il dialogo.

Ad ogni modo, dopo l’apertura delle porte di via Torleone 4 la realtà è sotto gli occhi di tutti: gli spazi, nella città di Bologna, esistono, manca solo la volontà politica di sfruttarli e di renderli disponibili a chi sperimenta pratiche di autogestione, chi costruisce iniziative culturali indipendenti e fruibili a tutta la città.

Bartleby, dall’ex convento Santa Marta.

A cinque giorni dall’infame sgombero di San Petronio Vecchio e a soli due dalla bellissima occupazione di Santa Marta il sorriso sui nostri volti è ancora largo e riflette quello delle migliaia di persone che a Bologna e non solo hanno solidarizzato, sostenuto e partecipato a questi giorni di mobilitazione. Tanti e tante abbiamo incontrato e hanno camminato al nostro fianco dimostrando a chi in questa città tenta di governare l’ingovernabile gioia – di chi vuole riprendersi spazi di tempo e di vita – innalzando muri, tutt* assieme rispondiamo che loro andranno a sbattere contro i loro stessi muri, noi li aggiriamo facendo una pernacchia e apriamo un portone scoprendo praterie possibili per questa città. Santa Marta è questo per noi. Ripartire dal progetto Bartleby per riprendersi la città.
Un grazie enorme a chi era con noi sabato: Atlantide, Vag61, Concordanze, Noa, Cineasti Arcobaleno, Kinodromo, Ricercatori Precari, Docenti Preoccupati, Caso S., Storie In Movimento-Zapruder, Bibliotecari Necessari, AltreVelocità, Mujeres Libres, No People Mover, RadioUninomade, Ex-Cuem, Reality Shock-Di.S.C., Cantiere, Zam, Lab. Acrobax, AllReds, Alexis Occupato, Anomalia Sapienza, XM24, Berneri, Lazzaretto, Asia, Coordinamento Migranti, Collettivo Autorganizzato Agraria, Crash, Cua, Làbas, Panenka, Rivolta il Debito Bologna, Rete dei Comunisti, TPO e a chi ci ha sostenuto da lontano: Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno Val Susa, San Precario Milano, NoExpo, Climate Camp, Amp ambulatorio medico popolare, Foa Boccaccio 003 Monza, SOS Fornace, Campagna Magnammece o Pesone, Zero81 occupato, Quartomondo, Bancarotta Bagnoli, Ex-Asilo Filangieri/La Balena, Aula Flex – Università L’Orientale, Aula Lp – Lettere Federico II, Coordinamento collettivi autonomi napoletani, Villa Roth occupata, ArtLab Occupato

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